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    Le Puppy Class sono un'occasione per il cucciolo e proprietario, per imparare ad interagire correttamente, favorire la socializzazione: cioè l’adattamento del cucciolo ad un ambiente non famigliare, con altri cani diversi per morfologia, taglia, carattere, con esseri umani di caratteristiche varie, per età, sesso, carattere ed espressioni. Attraverso il gioco ed altre attività, creare con lui un rapporto di fiducia reciproca, trovare soluzioni ai problemi più comuni, come passeggiate e gestione al guinzaglio. Alle nostre Puppy Class parteciperanno un massimo di 5 cuccioli che interagiranno tra loro. Chiedi un preventivo e prenotati per la prossima Puppy!
Brutte abitudini
Il cane salta addosso

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Al rientro a casa il cane ci corre incontro e ci salta addosso, questo per molti...
Comportamenti sbagliati
Il cucciolo morde

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Molto spesso, quando siamo alle prese con un cucciolo, facciamo delle cose che rafforzano...
Condotta al guinzaglio
Il cane tira al guinzaglio

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Il cane che tira al guinzaglio è uno dei problemi più comuni, che deve essere affrontato,...
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La corretta comunicazione
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Chi ha un cane col tempo impara a capire la sua lingua, riesce quindi a distinguere...
Possiamo educarlo
Il cane anziano

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Si può educare il cane anziano? Ormai è certo che anche il cane anziano può...
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    Al rientro a casa il cane ci corre incontro e ci salta addosso, questo per molti padroni è ritenuto un comportamento scorretto per altri è indifferente, ma a volte è veramente imbarazzante far saltare il cane addosso agli ospiti che abbiamo in casa o anche quando camminiamo per strada, il motivo principale che a qualcuno può non piacere, soprattutto ad anziani e bambini i quali rischiano anche di farsi male, per non parlare poi di chi ha un bel vestito, ma cerchiamo di capire la motivazione. I cani utilizzano principalmente l'olfatto e proprio per questo sono attirati ad annusare tutte quelle parti che hanno un odore particolare, fra di loro nelle consueta passeggiata, dopo i vari segnali che precedono l'incontro, iniziano ad annusarsi proprio in quelle parti dove risiedono le ghiandole che emettono odori intensi, grazie a queste i cani imparano a riconoscersi, sono dei veri e propri rituali, bocca, zampe, sedere, genitali, fino ad arrivare anche a leccarsi. Con gli umani il cane utilizza le stesse modalità di avvicinamento, equivale da dare una pacca sulla spalla per noi umani, quando il cane salta addosso l’errore più grave commesso è rispondere loro sorridendo, lodandoli per quanto sono belli e accarezzarli, il cane capisce che è corretto saltare addosso, che è una cosa permessa e che piace, perché dovrebbe smettere? Il cane entra in confusione quando trova chi lo ostacola arretrando e gli dice che non si fa. Parliamo del mio metodo gentile, i miei suggerimenti non vanno presi come verità assolute o come metodi infallibili, ma è il mio compito è quello di accrescere l’esperienza dei miei clienti spiegando loro le leggi, i possibili rischi, e l’importanza di educare il proprio cane. Segue Vediamo allora come comunicare con lui correttamente, bisogna innanzitutto armarsi di pazienza e coerenza per riuscire a rieducarlo e controcondizionarlo per far reagire il cane in modo differente allo stimolo di saltarci addosso con uno più adatto, educare opportunamente coloro che interagiscono con lui, allo scopo di non procuragli inopportuni rinforzi positivi. In casa al vostro arrivo il cane sarà come sempre eccitato, pronto a balzarci addosso, il mio consiglio è di non utilizzare subito il richiamo “seduto” e “resta” perché potrebbe non ascoltarvi, perciò la prima cosa da fare è non enfatizzare e non fissarlo, intuire quando sta per saltarvi addosso e all’ultimo scansatevi facendogli mancare l’appoggio delle zampe anteriori, dare le spalle e con disinvoltura defilarsi in un altro ambiente della casa. Passati quei cinque minuti di follia potremmo dare attenzione al nostro cane, chiamarlo, spupazzarlo, utilizzare il “seduto” e “resta” soltanto per avere quell’attenzione necessaria per proporre subito dopo un premio e sicuramente un gioco, calmante, la palla non va assolutamente bene, meglio un gioco di attivazione mentale. Per strada, quando qualcuno mostra interesse tale da provocare subito quelle manifestazioni di gioia che lo fanno agitare ancora di più, ritardate l’incontro ditegli di scansarsi, di non incoraggiarlo e accarezzarlo, tenetelo li e non appena si calma o si siede correttamente premiatelo e lodatelo abbondantemente. Imparando a gestire correttamente queste situazioni, giorno dopo giorno potrete arrivare ad ottenere ubbidienza.

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  • Il cucciolo morde

    Molto spesso, quando siamo alle prese con un cucciolo, facciamo delle cose che rafforzano i suoi comportamenti sbagliati, piuttosto che evitarli.


    Uno dei comportamenti del cucciolo, anche se in tenera età, che provoca maggiori disagi ai loro padroni, è il mordere o meglio il mordicchiare in continuazione, con particolare accanimento e attenzione per le mani. Mordicchiare è un comportamento del tutto normale e naturale, non deve essere assolutamente ricondotto ad un carattere aggressivo o ad un riflesso di difesa attiva, va ricordato che, per il cucciolo, l’uso della bocca è finalizzato a conoscere ed esplorare l’ambiente che lo circonda ed in particolare a socializzare con tutti i soggetti che si rapportano con lui durante la vita quotidiana. Questi atteggiamenti, indipendentemente dal tuo intervento, tenderanno a diminuire con la crescita ma, se non controllati e contenuti entro canoni accettabili, possono trasformarsi in future cattive abitudini, con tutte le difficoltà di ricondizionamento. Ricapitolando mordere è un comportamento normale ed è importante che i cuccioli sperimentino con i morsi in modo che possano imparare a non mordere troppo e quindi a non mordere affatto. Hanno bisogno di imparare come controllare le loro mascelle e sviluppare l'inibizione del morso in modo che se sono in una situazione stressante imparino a controllare il morso anche in una situazione che lo richieda. I cuccioli imparano a modulare il morso dalla madre e dai compagni di cucciolata. Se un cucciolo morde troppo forte e un altro strilla, tutto il divertimento si ferma, la madre interviene duramente ma senza mai metterlo in pericolo, il cucciolo impara subito la lezione. È meglio che un cucciolo rimanga con sua madre e cucciolata fino a quando non ha almeno 10 settimane, in questo modo il cucciolo imparerà da sua madre e finire la sua educazione sarà un compito più facile, avrà imparato a comunicare correttamente con altri cani (intraspecifica) ed è meno soggetto a combattere o essere attaccato quando non riesce a comunicare correttamente da adulto.


    Come giocare con il tuo cucciolo senza essere morso

    Ecco alcuni metodi collaudati per insegnare l'inibizione del morso del tuo cucciolo. Insegna al tuo cucciolo a mordere sempre meno con forza e poi a non mordere affatto, a meno che tu non stia iniziando un gioco (solo per adulti - i bambini meglio non farli giocare). Ci sono vari approcci che possono essere usati per insegnare al tuo cucciolo a controllare il suo morso. Ti consigliamo di utilizzare tutti questi metodi in modo che il cucciolo impari in modi diversi. È possibile sostituire un giocattolo adatto che il cucciolo possa mordere in modo che impari che non può mordere la pelle umana, ma i giocattoli si.


    Cosa non fare

    Sgridarlo, parlargli, picchiarlo, premiarlo per farlo smettere, si renderebbe gratificante l’azione corrente, non serve a nulla se non ad eccitarlo maggiormente a lottare con le mani, evitare il tira e molla con con stracci o vecchi indumenti, questo giustificherebbe il suo gioco di aggredire maniche e pantaloni. Il gioco di contendersi un oggetto, potrà essere avviato quando il cucciolo avrà imparato ad ubbidire accettando le regole di un gioco innocente.


    Atteggiamenti da tenere per interrompere l’azione

    Possiamo pronunciare con tono autoritario un No o un parola secca ed improvvisa per interrompere l’azione, esempio ahi o ancor meglio simulare il gemito (è un urlo di dolore) per fargli saper che ci ha fatto male, possiamo battere le mani, una volta sola ma rumorosa, lanciare un sonoro fischio, tutte queste cose funzionano solo se interrompiamo l’azione e giriamo le spalle al cucciolo ignorandolo per fargli sapere che ha esagerato. Possiamo proporre alternative, meglio se riesci ad anticiparlo: distrailo con un gioco accattivante e conosciuto permettendogli di appropriarsene, ricorda che gli oggetti dovranno essere morbidi ed elastici in modo tale che riesca ad usare le mandibole, mostragli una pallina per poi lanciarla in modo che la rincorra, ricorda che le palline dovranno essere possibilmente in lattice e della misura delle sue fauci. Quando vediamo che incomincia a giocare correttamente possiamo dargli istruzioni per metterlo SEDUTO o FERMO (se non lo conosce insegnaglielo) e poi premiarlo sul posto, possiamo allontanarci abituarlo al RESTA e se esegue rimanendo sul posto ritornare e premiarlo, sono molte le cose che possiamo insegnarli: NO, SI, seduto, fermo, lascia, basta.


    Azioni correttive

    Quando morde rimani perfettamente immobile, senza guardarlo o parlargli, probabilmente continuerà a mordere nonostante la tua indifferenza ma, se saprai perseverare ad oltranza, la sua azione rallenterà fino ad interrompersi. Riprendi a muoverti solo quando il cucciolo ha orientato il suo interesse altrove. Il problema non sarà risolto ma potrebbe essere in via di risoluzione, se il cucciolo è tendente al dominante o già di suo iperattivo, evita i giochi violenti ed il contrasto fisico, non scegliere la palletta o la corda come gioco ma troviamone uno che possa convogliare il morso (gioco in latrice morbido) che ci consenta di intervenire meglio sul carattere e non sulla competizione (evitiamo giochi predatori). Ricorda di non infierire, se il cucciolo cambia idea e non morde, oppure interrompe la sua azione, stiamo andando nella strada giusta, usiamo sempre moderazione e coerenza, se il cucciolo si allontana col gioco va bene facciamolo sfogare e rimaniamo distanti, dobbiamo portarlo a pensare che sia molto divertente giocare con noi e farci riportare il gioco in maniera spontanea, non dobbiamo sottrarglielo in maniera furtiva, ma condurre e alla fine dire BASTA, con questo si chiude e ci portiamo via il gioco che sarà riproposto più tardi.


    Risultati

    Mordere, tenderà a scomparire, quasi naturalmente, con la crescita e l’interesse per altre attività ludiche. I tuoi interventi dovranno essere mirati e costanti, naturalmente con la collaborazione fattiva e coerente di tutti i componenti della famiglia (il suo branco) e di tutti coloro che interagiscono con il cucciolo con frequenza e regolarità.

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  • Il cane tira al guinzaglio

    Il cane che tira al guinzaglio è uno dei problemi più comuni, che deve essere affrontato, anche per una questione di sicurezza, spesse volte mi sento dire che non è un problema, adesso è cucciolo e poi imparerà, ma quando il cane diventa adulto o più grande per noi nascono i problemi, non possiamo più passeggiare tranquillamente senza distrarci, al passaggio di bicicliette, moto, altri cani, perché rischiamo di cadere strattonati. Il tiro al guinzaglio è spesso un successo per il cane perché la persona inavvertitamente rafforza la trazione permettendo al cane di arrivare dove vuole andare quando tira. Ma puoi cambiare questo script la parola d’ordine è desensibilizzare e ricondizionare con delle tecniche che andrò a spiegarti. Vedo costantemente utilizzare soluzioni che NON funzionano. Persone che urlano, strattonano, usano il collare a strozzo trasmettendo così ancora più problemi che lo rendono irrequieto, altri che smettono di portarlo fuori o limitano le passeggiate a solo il tempo dei bisogni e la passeggiata dove? I cani amano stare fuori, annusare, investigare e fare il loro libro giornale di chi è passato oggi sulla nostra strada, la passeggiata è una parte stimolante ed eccitante della loro giornata a cui non rinuncerebbero mai se non sopraggiungono altri problemi, quindi il desiderio di andare avanti è molto forte, si tratta di realizzare qualcosa di interessante che non è al momento alla portata del guinzaglio per annusarlo, perciò tirano per arrivarci e ricominciano per seguire nuove tracce sempre più interessanti, questo per loro è un lavoro o la simulazione di una battuta di caccia da cui noi ci sottraiamo quasi sempre. Noi esseri umani non siamo i compagni ideali per le camminate, dal momento che il passo naturale e confortevole di un cane è molto più veloce del nostro. Dover camminare con calma da parte di una persona quando l'unica cosa che un cane vuole veramente è correre e investigare sul suo ambiente richiede un certo controllo degli impulsi che può essere molto difficile da usare per alcuni cani. Detto questo, tutti i cani devono essere istruiti su come camminare al guinzaglio in modo positivo senza dolore o disagio in modo che una passeggiata diventi piacevole per tutti.

    Come correggere il cane dal tirare al guinzaglio
    Il guinzaglio è un ottimo strumento educativo: non deve essere visto come un modo per bloccare l’animale, ma, al contrario, come un mezzo per dare al cane la libertà di muoversi nell’ambiente, la possibilità di costruire una relazione di fiducia con il proprietario e al tempo stesso di essere tutelato dai pericoli che lo circondano. L’errore più comune, molti proprietari di cani cercano di alleggerire il guinzaglio del loro cane contrastando con uno strattone corto e potente. Potrebbe funzionare a breve termine, ma non è il modo corretto. Al cane passa sempre come una cosa sbagliata, ma non è abbastanza chiaro che cosa è esattamente corretto. Alcuni cani potrebbero pensare di essere corretti perché hanno camminato in una certa direzione, ma non possono vedere alcuna connessione, perché il proprietario continua a camminare con lui nella stessa direzione dopo la correzione.

    Di cosa abbiamo bisogno
    Collari e imbracature sono due opzioni efficaci per insegnare al cane a camminare bene al guinzaglio e possono essere usati per differenziare il lavoro che proporremo al cane, passeggiata, corsa o lavoro. Il guinzaglio deve essere per legge minimo da 1,5 mt, io consiglio quello ad anelli che arriva ad una lunghezza di 3 mt. Cosa usare collare o pettorina, questa è una cosa che mi riservo sempre di dire fino a quando non vedo passeggiare il cane, a volte diventa un bisogno di sicurezza e di incolumità del proprietario, allora ci sono soluzioni di equipaggiamento per aiutare a modificare il tiro mentre insegni al tuo cane a camminare appropriatamente. La cosa che insegno e su cui insisto è che in realtà serve molta pazienza, coerenza, costanza e caparbietà da parte del proprietario e una certa dose di imperturbabilità, molta calma, se siamo nervosi lo trasmettiamo involontariamente, perché ogni nostro movimento viene letto dal cane, se abbiamo tutte queste cose non ci sarà differenza tra collare e pettorina. Diffido sempre dai guinzagli retrattili o Flexi che è ampiamente usato per dare al cane più libertà durante la camminata, tuttavia, può rinforzare poiché la lunghezza della Flexileine è mutevole, il cane non sviluppa il senso di quale raggio è disponibile per lui e dove sono i limiti. Una volta che il guinzaglio è corto, allora di nuovo lungo, il mio consiglio è di usare un guinzaglio che sia almeno 3 mt in lunghezza. Ci sono tre tipi principali di imbracature: quelli che si agganciano alla parte posteriore del cane: quelli che si collegano il guinzaglio al petto del cane e quelli che si collegano sulla schiena e sul petto o fascia laterale. Le imbracature sono uno strumento fantastico per insegnare al tuo cane a camminare al guinzaglio e non mettere la pressione sul collo e sulla colonna vertebrale del tuo cane. Un'imbracatura al torace è un perfetto ausilio per l'allenamento, poiché toglie pressione al collo sensibile del cane distribuendo la pressione più uniformemente attorno al corpo. Quando il guinzaglio è attaccato ad un anello situato sulla fascia toracica e il cane tira, l'imbracatura gira il suo corpo piuttosto che lasciarlo andare avanti. Raccomando questo tipo di imbracatura a chiunque abbia bisogno di ulteriore aiuto, poiché la sicurezza deve venire prima, la consiglio per un periodo limitato nel tempo.

    Come fare
    Quando tira, fermati immediatamente e stai fermo fino a che il guinzaglio non si allenta, con un leggero movimento ma senza pressione aspetta che il tuo cane fa un passo indietro, fino a che si gira per guardarti ora possiamo ripartire, inizia a muoverti a piccoli passi per indicare una direzione. Quando il guinzaglio è ben rilassato, procedi con la tua passeggiata. Ripeti questo se necessario. Se trovi questa tecnica troppo lenta, puoi provare il metodo della direzione opposta. Quando il cane tira, allontanati da lui e cammina nella direzione opposta, senza strattonare il guinzaglio. Puoi evitare di strattonare motivando il tuo cane a seguirti con una voce gioiosa per attirare la sua attenzione, o con un versetto. Quando ti segue e il guinzaglio è rilassato, continua per la tua strada senza più fermarti. Potrebbero essere necessari alcuni turni, ma le tue indicazioni vocali e il linguaggio del tuo corpo metteranno in chiaro che tirare non sarà rinforzato con il movimento in avanti, ma camminare tranquillamente al tuo fianco o anche leggermente di fronte a te con un guinzaglio allentato permetterà al tuo cane di ottenere movimento, siamo sempre noi che dobbiamo proporre dove si vuole andare. Puoi anche rafforzare la decisione del tuo cane di camminare vicino a te dandogli una ricompensa motivante quando è al tuo fianco. Una volta che il tuo cane ti sta ascoltando di più, puoi variare direzione ancora di più diventando tu stesso imprevedibile. Ciò significa che il tuo cane deve seguirti sempre perché non sa mai quando stai per girare o dove andrai dopo. Invece di allontanarti da lui, puoi strusciarlo leggermente, poi invertire la direzione girando verso di lui. Ogni tanto fai delle pause il cane ha bisogno di riposarsi questo è un lavoro per lui e non dobbiamo stressarlo. Puoi muoverti, inizialmente facendo degli angoli di 90°, o in cerchio o fare una cifra di otto, qui il cane tende a perdersi ma potrà anche stupirci. Qualsiasi di queste variazioni attirerà l'attenzione del tuo cane, ricorda anche che quando cambi direzione di portare i primi passi un po più veloci per poi rallentare. Non dimenticare di lodarlo e premiarlo per il giusto comportamento, perché meglio lo fai sentire camminare vicino a te, più sceglierà di farlo.

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  • Entra in sintonia

    Uno degli aspetti fondamentali che mi trovo sempre a spiegare prima di iniziare un percorso educativo che altrimenti non sarebbe possibile, bisogna comprendere le reali esigenze dell’animale e imparare a rispettarlo.

    Mi metto alla prova

    Specie all’inizio, non contano tanto le tue capacità o le attitudini personali di saper insegnare ma è la voglia di mettersi in gioco di trovare nuove soluzioni, di provare e riprovare di saper imparare dagli errori commessi, non esistono cani irrecuperabili, sento sempre dire “ormai è tardi è grande”, quando mi dicono “non mi ascolta” lo chiamo “ma non mi sente” e mi chiedono come fare a comunicare per costruire una buona e sana relazione col proprio cane, è qui che entra in gioco il mio metodo che non si basa sul cane addestrato ma su quello educato, il cane si accorge dei cambiamenti e noi impariamo a comunicare meglio, lui diventa più bravo perché tu hai trovato un approccio diverso.

    Diventa la sua guida

    Il cane ci ripaga sempre quando sente che lo comprendiamo e lo stiamo accettando per i suoi pregi e limiti, si sente sempre di più a suo agio in ogni situazione perché sta imparando da noi, che siamo più propositivi, siamo diventati il suo maestro giochi, abbiamo conquistato la sua fiducia, siamo diventati la sua guida, lo facciamo sentire integrato e con un ruolo in famiglia, ne comprendiamo i suoi limiti le sue attitutidi, la vocazione di razza.

    Inizia a seguirci

    Il cane è più attento a quello che facciamo, ci segue e non prova più tanto interesse per quel o quell’altro cane a cui abbaiava, è meno distratto, non fa più danni, non abbiamo bisogno di dirgli come comportarsi, di comunicazione verbale, di strillare o peggio alzare le mani, ormai siamo in grado di comprendere il suo stato d’animo e lui leggere il nostro, ci basta incrociare lo sguardo, fissarci negli occhi, usare il linguaggio del corpo e seguirà i nostri movimenti, finalmente parliamo la stessa lingua.

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  • Parli la sua lingua

    Chi ha un cane col tempo impara a capire la sua lingua, riesce quindi a distinguere il significato della diversa postura, lo scodinzolare,


    muovere le orecchie, annusare, vari tipi di abbai, guaiti e mugolii, e non per ultimi i segnali definiti calmanti. L’errore più comune che commettiamo è aspettarsi che il cane pensi e impari come un essere umano, iniziamo da subito ad insegnargli qualcosa, quello che deve o non deve fare senza pensare minimamente che non sono come noi, hanno un diverso modo di apprendere e spessissimo esageriamo, non gli diamo il tempo di capire, siamo sempre troppo precipitosi, non rispettiamo dei tempi di apprendimento non siamo in grado di comunicare efficacemente perché pretendiamo capisca noi anziché sforzarci di capire prima lui. I cani non capiscono il significato delle parole, ma col tempo vivendo in famiglia impara alcuni termini, seduto, fermo, No… sono molto sensibili al tono di voce, la cadenza, alle espressioni del volto, ai nostri gesti piuttosto che alle singole parole, e se non capisce molto spesso è perché siamo traditi dalle nostre emozioni mentre se usassimo sempre lo stesso tono di voce il cane imparerebbe più facilmente e sarebbe in grado di distinguere quello che gli stiamo chiedendo. Se non siamo calmi e decisi, imperturbabili, con voce serena e armati di molta pazienza risulteremo antipatici, il cane perderà la fiducia in noi e il nostro rapporto con lui ne risentirà sicuramente, una volta che hai fatto tuo questo concetto, sarà molto più semplice dare un’educazione al tuo cane, eliminare i suoi problemi comportamentali e ottenere quello che vuoi da lui.

     

    Il linguaggio del corpo
    I cani ci parlano principalmente attraverso la comunicazione corporea che prende dunque in considerazione diversi fattori: la prossemica, cioè l’orientamento del corpo, distanza interpersonale nei confronti dell'interlocutore; la postura (frontale, laterale, obliquo); la cinetica cioè come ci si incammina verso l'interlocutore (veloce o lento, dritto o con una curva); la gestualità cioè come muove tutte le parti del corpo (la coda, le orecchie, le zampe, la lingua, la bocca e la testa); la mimica, cioè come muove le varie parti della testa (bocca aperta o chiusa, angoli della bocca, labbra, naso, fronte e occhi).

    L’importanza dei segnali calmanti
    Esiste una comunicazione non verbale, caratterizzata da posture, espressioni facciali, gesti, orientamento del corpo, distanza interpersonale (vedi prossemica), e comunicazione verbale con il tono, il ritmo e il colore della voce. Capire il linguaggio del corpo, conoscerlo a fondo ci permette di capire le reali intenzioni degli altri, conoscere qual’è lo stato d’animo e di intuire cosa l’altro pensi realmente quando interagisce con noI è uno degli aspetti essenziali di comunicare dei cani. Ecco perché i segnali calmanti ricoprono un ruolo importantissimo, teorizzati da Turid Rugaas, che servono al cane per evitare situazioni che potrebbero portare al conflitto, l’istinto di sopravvivenza gli dice di tenersi lontano dai guai fino a che vede libertà di fuga, un cane equilibrato sa leggere e rispettare questi segnali, a seconda delle teorie, sono volontari o involontari, sono dunque movimenti del corpo, o di una parte di questo, e ci spiegano se il cane sia o meno consapevole del gesto che sta facendo e del perché lo stia facendo.
    Prima di elencare i principali segnali calmanti, è necessario spiegare che non dobbiamo attribuire sempre e comunque un significato univoco ad un segnale, ma che dobbiamo sempre leggere il contesto e la sequenza in cui vengono mostrati. Eccone alcuni: 
– Alzare la zampa
    – Girare la testa
– Grattarsi
    – Scrollarsi 
– Porsi di fianco 
– Fare pipì
    – Leccarsi il naso 
– Strizzare gli occhi 
– Inchinarsi 
– Sbadigliare 
– Annusare per terra 


    A cosa servono i segnali calmanti
    In sostanza i segnali calmanti sono usati dal cane sia in fase preventiva, come strumento inibitorio di eventi potenzialmente spiacevoli, (evitare aggressioni da persone e cani, per calmare gli animi) sia durante situazioni già di fatto spiacevoli (calmare la paura, scaricare lo stress o per far sentire sé stesso e gli altri al sicuro) Traducendo e semplificando nel primo caso è come se il cane dicesse: ”Vengo in pace, da me non hai nulla da temere, ti prego si pacifico anche tu!” Nel secondo caso, analogamente il cane che sta vivendo un evento stressante o si trova in una situazione difficoltosa, emettendo questi segnali trova sollievo calmandosi. Il significato sarebbe: ”Ok non preoccuparti va tutto bene” o anche “ Sono preoccupato ma ce la posso fare”.
    Il cane, oltre ai segnali corporei, emette segnali olfattivi: secondo gli studi più recenti la comunicazione tra cani avviene “a gesti” (mimica corporea e facciale) per il  65-70% e con l’emissione di feromoni per il 25-30%, mentre solo il restante 5-10% è dedicato alle emissioni vocali.
    Cerchiamo di capire questi segnali a cosa si riferiscano. A quel punto sta a noi decifrare la situazione e quindi se sia meglio andar via o avvicinarci all'oggetto dell'attenzione del nostro cane.

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  • Il cane anziano

    Si può educare il cane anziano?

    Ormai è certo che anche il cane anziano può essere educato o rieducato ma bisogna aver ben chiaro che bisogna analizzare il suo trascorso, la qualità della vita, le attività svolte che ne possono pregiudicare lo stato di salute psico fisica. Il suo fisico non funziona più come un tempo, il suo metabolismo è rallentato, la sua mente ha perso lucidità ed è per questo ultimo motivo che molti proprietari pensano sia fatica sprecata, detto ciò dire che sia inutile educarlo è sicuramente sbagliato. Un proprietario esasperato può decidere di fare un ultimo tentativo perché magari lo ha adottato già grande o anziano e vuole togliergli vecchie abitudini. Il cane anziano acquisisce maggiore concentrazione e riesce a focalizzarsi meglio su un unico stimolo contrariamente al cucciolo che è più energico ma impulsivo e tende a distrarsi. Educarlo sarà fonte di gioia per il vostro cane poiché passerà del tempo di qualità giocando e divertendosi. Usiamo i giusti premetti ed attenzione alla sua dieta, ci sono prodotti specifici e una visita dal veterinario vi toglierà ogni dubbio su intolleranze alimentari o allergie con una dieta equilibrata. Non fategli fare cose che potrebbero nuocergli sarebbe opportuno controllare il suo stato di salute ed avvisare il veterinario su cosa state facendo, ricordate che se il cane associa dolore oltre ad aggravare i suoi problemi fisici l’educazione non riuscirà. Scegliamo obiettivi semplici e giochi facili giusto il tempo di scaldarlo per fargli prendere confidenza per poi passare a cose più complesse. Sessioni di allenamento più brevi perché non ha resistenza, potrebbe annoiarsi e stancarsi, per evitare è giusto che le sessioni durino tra i 10 e i 15 minuti ma tutti i giorni per evitare che scordi. Uso del clinker è consigliato per accellerare l’apprendimento, è una scatola con un pulsante che fa click-clack e viene premuto dall’educatore ogni volta che il cane compie un’azione giusta, sottolineandola ed è seguito dalla ricompensa. Fa si che prima che il cane si confonda per capire di cosa è stato premiato con il clinker allontanerete questo dubbio.

    Educare il cane anziano sarà un’esperienza fantastica e sarete continuamente sorpresi dai progressi.

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  • Il cane salta addosso
  • Il cucciolo morde
  • Il cane tira al guinzaglio
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  • Parli la sua lingua
  • Il cane anziano
  • Insegno al proprietario ad ottenere una buona relazione con il cane e come riuscire a gestirlo nelle diverse situazioni della vita quotidiana. L’obiettivo è aiutare il cane a sviluppare tutti gli aspetti del suo carattere e sarà raggiunto nel rispetto delle esigenze del proprietario e dei bisogni del cane.
  • A volte il cane può esibire dei comportamenti molto fastidiosi e poco graditi al proprietario. Queste manifestazioni possono avere origini diverse che, secondo i casi, richiedono l’intervento dell’esperto appropriato. In alcune occasioni possiamo trovarci di fronte a problemi causati dall’errata gestione del cane (es:” il cane abbaia per ricevere attenzione, salta addosso per fare le feste, mordicchia le mani per gioco ecc.) in altre, possiamo trovarci di fronte a veri e propri disturbi comportamentali.

    In queste evenienze è fondamentale saper discriminare tra le varie cause.

    Ecco alcuni dei segnali a cui prestare particolare attenzione:

    Ansie: il cane che col suo comportamento esprime uno stato emotivo di costante allarme apparentemente non motivato; l’animale è spesso in allerta o in preda ad agitazione, Incapacità di gestire positivamente la pur breve solitudine, il cane che piange insistentemente, abbaia, distrugge o urina e defeca inappropriatamente se viene lasciato solo.

    Paura o Fobia: paure focalizzate su un particolare evento es:”temporale”, oppure paure generalizzate es:” paura di tutto in strada” ecc.

    Aggressività: cane propenso ad attaccare altri cani, altri animali, persone, componenti famigliari.

    Distruttività: cane che mastica e distrugge arredamento, porte, mobili, oggetti di varia natura ecc.

    Iperattività:(cane sempre in allerta e in movimento, con scarsissima capacità di rilassamento e di concentrazione.

  • La nostra mission è quella di occuparci, nel miglior modo possibile, degli animali in assenza dei loro proprietari, al fine di garantirne il benessere, nonché la serenità degli stessi proprietari durante il periodo di lontananza.
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Mario Pappagallo

Educatore cinofilo

mi chiamo Mario, sono un Educatore Cinofilo certificato, utilizzo il metodo con approccio cognitivo relazionale zooantropologico con lo scopo di rendere il proprietario abile ad insegnare qualsiasi cosa al proprio cane, nel pieno rispetto del suo benessere fisico e psichico, il mio unico obiettivo è quello di insegnare al cane a ragionare, riflettere ed affrontare in modo positivo i problemi di tutti i giorni!

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27 Marzo 2018

Ylenia - Bulldog francese

bulldog franceseHo un Bulldog francese di un anno e mezzo, è sempre stato con i miei genitori anziani, ed ora sta con me e il mio compagno, si dimostra aggressivo fino a mordere quando capisce che usciamo di casa e non mangia più, non sappiamo proprio che fare...

29 Marzo 2018

Carla - Cucciolo di Chihuahua

chihuahuaHo preso un cucciolo da un'allevatore casalingo, ha due mesi e mezzo, il cane si dimostra già doninante, a volte prova a montarmi la gamba, ed ha un bel caratterino quando cerco di prenderlo in braccio si dimena e morde le mani, tranne quando lo metto sul collo...

Sei interessato ad avere un consiglio?

Questi sono alcuni dei casi che sto trattando, molti di loro si davano già per vinti, pensavano che non avrebbero trovato un rimedio e solo col tempo le cose sarebbero cambiate, chi ha seguito i miei consigli ed ha deciso di intraprendere un percorso di educazione ora è più felice, perchè finalmente vede che i risultati arrivano, non esitare a chiamarmi...

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Cani sui mezzi pubblici

Cani sui mezzi pubblici

Sulle vetture si possono trasportare animali?

Da quanto leggo nel regolamento ATAC Roma non è assolutamente una città dog-friendly.
A Roma come Milano il cane può usufruire del servizio di trasporto pubblico, anche se vi sono da seguire talune norme:

  • È consentito portare cani di piccola e media taglia al guinzaglio e muniti di museruola a paniere.
  • Sugli autobus non sono ammessi più di due cani per vettura; in metropolitana l´accesso è consentito sul primo e sull’ultimo vagone dei treni.
  • Non può occupare posti a sedere e il guinzaglio deve essere tenuto corto.
  • Il trasporto dei cani è gratuito soltanto in caso di cane guida per non vedente, tutti gli altri sono soggetti al pagamento della tariffa ordinaria.
  • Anche i gatti e gli uccelli possono essere trasportati a pagamento in gabbie o ceste.

Ultimo aggiornamento:
17 Ottobre 2007 - ore: 17:35

Puppy Class

Puppy Class

Perchè socializzare un cucciolo?

Educare un cane tra i 2 e i 5 mesi mesi non è semplice e non è cosa da tutti, dobbiamo smettere di pensare da umani ed esigere subito i comportamenti corretti, come far i bisogni fuori casa, essere calmo, rispondere al richiamo, non mordere le mani o tirare al guinzaglio, comportarsi bene in presenza dei suoi simili, che il cucciolo non è in grado di fare. Ognuna di queste attività, si chiama socializzazione ed è il fenomeno di acquisizione di caratteri sociali attraverso una serie di esperienze che modificano lo sviluppo di un individuo. In particolare è un processo di apprendimento che permette a un individuo, in un periodo successivo, di essere accettato all’interno di un gruppo, di sviluppare delle relazioni sociali e di esibire un comportamento coesivo, ecco che viene incontro alle nostre esigenze la "Puppy Class".

Puppy Class? Che cos'è e a chi serve?

Le “Puppy Class” sono raduni di cuccioli di qualsiasi razza, fra 2 e 5 mesi di età circa e dei loro proprietari, sotto l'attenta supervisione e consulenza di un educatore cinofilo, allo scopo di favorire la cosiddetta socializzazione: cioè l’adattamento/reazione del cucciolo ad un ambiente non famigliare (imprinting ambientale), con altri cani diversi per morfologia, taglia, carattere (imprinting intraspecifico), con esseri umani di caratteristiche varie (imprinting interspecifico, per età, sesso, carattere ed espressioni).

Perché affidarsi ad un’educatore quando trovo sul web e sui media tutti i rimedi?

Un buon educatore cinofilo professionista, e in particolare il conduttore della Puppy Class, considera sia le caratteristiche del cane, razza, sesso, morfologia e soprattutto le caratteristiche individuali, e le sa valutare, sia le specifiche esigenze del nucleo famigliare di adozione (sempre diverse da caso a caso), e da un’anamnesi e diagnosi approfondita presupposto necessario fissa i punti importanti per dare una terapia e iniziare l’educazione. Il proprietario che vuole porre rimedio subito cerca consigli dappertutto, dal vicino di casa ai media sul web rischiando di peggiorare la situazione, non avendo pratica, sbaglia tempi e modi che non gli vengono spiegati, per questo rivolgersi ad un professionista che studia e si aggiorna continuamente è il rimedio più sicuro!